Se dovessimo scegliere una sola giornata di Napoli al chiuso, sarebbe questa. Il Museo Archeologico Nazionale, che tutti chiamano MANN, e la Cappella Sansevero sono due esperienze opposte: il primo è immenso e richiede scelte, la seconda è raccolta e si visita in poco tempo, ma resta impressa a lungo. Stanno entrambi nella parte antica della città e si combinano bene nella stessa giornata. Ecco come li raccontiamo ai nostri ospiti, con qualche consiglio pratico.
Il MANN, uno dei grandi musei dell'antichità
Il museo nacque per volontà di Ferdinando IV di Borbone alla fine del Settecento e aprì nel 1816 come Real Museo Borbonico, nel palazzo adattato dall'architetto Ferdinando Fuga. Il nome attuale arrivò solo nel Novecento. Il suo patrimonio è considerato tra i più importanti al mondo nel suo genere, perché unisce due fonti straordinarie: la collezione Farnese, ereditata dai Borbone attraverso Elisabetta Farnese, e i reperti arrivati dagli scavi di Pompei, Ercolano e delle città vesuviane.
Non provate a vedere tutto: rischiereste di uscire stanchi senza ricordare nulla. Vi suggeriamo di scegliere tre o quattro sezioni:
- Sculture Farnese, al piano terra: il Toro Farnese, il più grande gruppo scultoreo in marmo giunto dall'antichità, e l'Ercole Farnese, provenienti dalle Terme di Caracalla a Roma.
- Mosaici, al primo piano: spicca la celebre Battaglia di Isso, che decorava la Casa del Fauno a Pompei e raffigura lo scontro tra Alessandro Magno e Dario.
- Affreschi, al secondo piano: una raccolta di pitture romane di grande vastità, con i reperti del Tempio di Iside e della Villa dei Papiri.
- Sezione Egizia, nel seminterrato: tra le collezioni egizie più antiche d'Europa, nata intorno alla raccolta Borgia.
Al primo piano si trova anche il Gabinetto Segreto, con i reperti a tema erotico provenienti soprattutto da Pompei ed Ercolano, per lungo tempo chiuso al pubblico. Se viaggiate con i bambini, valutate voi se includerlo.
I musei di questa portata riallestiscono spesso le sale e alcune opere possono essere in restauro o in prestito. Se c'è un pezzo che volete assolutamente vedere, controllate prima sul sito ufficiale mann-napoli.it, dove trovate anche aperture, giorni di chiusura e biglietti.
La Cappella Sansevero e il Cristo velato
A poca distanza, in via Francesco De Sanctis, vicino a piazza San Domenico Maggiore, si apre uno dei luoghi più sorprendenti d'Italia. La cappella, dedicata a Santa Maria della Pietà e chiamata dai napoletani anche Pietatella, risale alla fine del Cinquecento, ma il suo aspetto si deve a Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, che dagli anni Quaranta del Settecento ne ridefinì il programma artistico e iconografico. Fu un personaggio colto, curioso di scienza e di esoterismo, attorno al quale sono nate molte leggende.
Al centro della cappella c'è il Cristo velato, scolpito da Giuseppe Sanmartino nel 1753 partendo da un bozzetto di Antonio Corradini, morto l'anno prima. Il velo che copre il corpo sembra davvero tessuto. Una leggenda racconta di una stoffa trasformata in marmo con un procedimento alchemico, ma le analisi hanno dimostrato che tutto è ricavato dal marmo. La realtà, a nostro parere, è ancora più impressionante della leggenda.
Intorno ci sono altri due capolavori: la Pudicizia di Corradini, figura femminile velata dedicata alla madre del principe, e il Disinganno di Francesco Queirolo, con un uomo che si libera da una rete interamente scolpita nel marmo, dedicato al padre. Nella cavea sotterranea si trovano invece le Macchine anatomiche, due scheletri con il sistema circolatorio ricostruito con grande precisione. Sono di forte impatto: con i bambini più piccoli o le persone sensibili conviene pensarci prima.
Consigli pratici per la giornata
La cappella è piccola e molto richiesta, quindi vi consigliamo di prenotare con largo anticipo tramite i canali ufficiali del museo, verificando aperture e giorno di chiusura, che possono cambiare. Il nostro schema preferito è questo:
- mattina al MANN, quando si è più riposati;
- pranzo nel centro storico, seguendo il vostro istinto;
- Cappella Sansevero nel primo pomeriggio;
- rientro con calma passando per Spaccanapoli e piazza San Domenico Maggiore.
Da Fuorigrotta si arriva in metropolitana: la Linea 2 ferma a Piazza Cavour, a breve distanza dal museo, dove c'è anche il collegamento con la stazione Museo della Linea 1. Sotto il museo, la Stazione Neapolis espone reperti emersi durante i lavori della metropolitana. Dal museo alla cappella si cammina attraverso i vicoli del centro storico.
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